Rivendico la mia natura, figlio di marte che ha generato le persone come me, io alzo l’arma con cui uccido e difendo in tuo onore che il signore giove possa compiacersi dei tuoi servi donami il vigore per continuare in questa vita e farmi forza con il sangue degli uomini che sconfiggo che la mia lealtà venga testimoniata dal solco che ho scavato nel mio petto con gocce di sangue farò crescere la pianta dell’odio e dell’amore. Cavalcando segugi infernali giungerò alla porta dell’averno Per rivendicare la mia condanna con un sorriso compiaciuto Che le pene mi siano degne, poiché nella sofferenza conoscerò meglio il tuo potere Possa io un giorno ritrovarmi tra i tuoi divini figli Dilettarmi della presenza di Phobos e Deimos nella battaglia Affinché il mio spirito possa innalzarsi alle vette dei migliori combattenti Con il mantello nero di Thananthos mi avvicinerò alle mie vittime o ai miei torturatori Non sarà importante vincere o perdere Ma combattere Prendo atto del tuo ruolo da spettatore e come i gladiatori Cercherò il tuo consenso per avere libera l’anima Ora in questo ultimo atto della vita Andrò in battaglia tenendo bene strette le catene del dolore Che possano aiutarmi a capire cosa significa pienamente Combattere.